Exhibition 2019

Spadaccini, arcieri e pirati made in Italy.

 
Il “Cappa e Spada” nel cinema italiano e americano negli anni ‘50.

 

Le storie che narrano avventure e combattimenti cavallereschi sono state battezzate “di cappa e spada” grazie alla diffusione di questo indumento lungo e con cappuccio tra i cavalieri e gli uomini d’arme.

Il termine italiano per il genere è, però, definizione autoctona; il termine corrispettivo a tale genere utilizzato nel mondo anglosassone è “swashbuckling novels”. Anche i film di tale genere infatti ricadono nella categoria degli “swashbuckler movies”. Il termine “swashbuckler” sta a significare, più o meno, “ardimentoso scavezzacollo”. Nulla a che fare quindi col termine italiano relativo a romanzi e pellicole avventurose, sempre e rigorosamente “di cappa e spada”. Questi film possono essere considerati sottogenere dei film d’avventura, genere adottato in Italia come un modo di esaltare il suo passato storico, per essere successivamente utilizzato in altri paesi.

Il genere della cappa e spada ha come ambientazione storica un periodo piuttosto ampio, che va dal Medioevo al Settecento. I primi film d’avventura risalgono ai tempi del cinema muto durante gli anni venti e trenta. In questo periodo attori come Douglas Fairbanks ed Errol Flynn recitarono nei panni di numerose figure eroiche quali D’Artagnan, Zorro e Robin Hood. Ma negli anni cinquanta il genere divenne molto diffuso anche in Europa.

Il cinema d’avventure in Italia è la testimonianza non solo dell’esistenza di un genere popolare che, come altri, ha dato forma a un vero e proprio filone. Ma soprattutto simboleggia un’importante palestra frequentata da nomi poi divenuti autorevoli di quel ‘cinema di genere’: quel cinema con protagonisti pirati e spadaccini ‘made in Italy.

Swordsmen, archers and pirates made in Italy.

 
The “Cappa e Spada” in Italian and American cinema in the 50s

 

The stories that narrate adventures and knightly battles have been called “swashbuckling”; thanks to the wide use of this long and hooded garment between knights and men-at-arms.

The Italian term for the genre is, however, a native definition; the corresponding term used in the Anglo-Saxon world is “swashbuckling novels”. Also films of this genre fall into the category of vv“swashbuckler
movies”. The term “swashbuckler”; means, more or less, “bold daredevil”. Nothing to do then with the Italian term related to novels and adventurous films, always and strictly definied in italian as “of cloak and sword”. These films can be considered subgenres of adventure films, a genre adopted in Italy as a way of enhancing its historical past, to be later used in other countries.

The genre of the “cloak and sword” has a rather broad period as a historical setting, ranging from the Middle Ages to the eighteenth century.
The first adventure films date back to the silent film era during the twenties and thirties. In this period actors like Douglas Fairbanks and Errol Flynn played in the role of numerous heroic figures such as D’Artagnan, Zorro and Robin Hood. But in the fifties the genus became widespread even in Europe.

Adventure movies in Italy testify not only the existence of a popular genre that, like others, has shaped a proper genre, but above all it represents an
important “school” attended by names that later became influential in that “film genre”: the “made in italy” one with pirates and swordsmen.

 

 

 

 

 

 
   
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 All the posters of the exhibition is part of the huge private collection by Alberto Bruno, a Neapolitan collector who, for 50 years or perhaps more, has worked in cinema and theaters in Naples and the province
 
Tutto il materiale cartaceo della mostra, fa parte dell’enorme collezione privata di Alberto Bruno, un collezionista napoletano che, per 50 anni o forse più, ha lavorato nei cinema e teatri di Napoli e provincia.  

 

 

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